Hinamatsuri - la festa delle bambole in Giappone


Una terra che unisce modernità e progresso alla tradizione millenaria, il Giappone è senza dubbio una delle mete più affascinanti per noi occidentali.

La cultura dell’Oriente, così diversa da quella occidentale, dove la meditazione e l’interiorità si contrappongono agli eccessi dell’esteriorità del consumismo imposti dal modello occidentale.
La cultura e l'arte giapponese vengono scoperte dagli occidentali verso la seconda metà dell'Ottocento, quando gli artisti giapponesi partecipano alle grandi esposizioni internazionali.
Questo incontro fra due modi di concepire l'arte ha dato vità al cosiddetto fenomeno artistico del Giapponismo

La terra che vede per prima il sorgere del sole: Nippon, il sole che sorge come richiama il simbolo della bandiera giapponese.

Un meraviglioso arcipelago di isole ed isolotti che racchiudono tutto quello che un viaggiatore può cercare: storia, cultura, innovazione ma soprattutto tradizione ed arte.

I periodi ideali in cui visitare il Giappone sono l’autunno e la primavera, stagioni in cui ogni angolo si riempie di colori: si va dalle mille tonalità del rosso, arancione, marrone delle foglie in autunno alle delicate sfumature del rosa dei fiori di pesco e ciliegio in fiore.




Tra marzo e aprile il Giappone si anima di feste importanti.

In un particolare il 3 marzo di ogni anno, si festeggia l'Hinamatsuri, nota anche come "Festa delle bambole" o "Festa delle bambine”.
In questa giornata vengono esposte in casa, ma anche nei principali luoghi pubblici delle città, le tipiche bambole chiamate Hina Ningyo, tramandate di generazione in generazione.

Dovete sapere che in Giappone le collezioni di bambole sono molto importanti e proprio in questo giorno così speciale non devono assolutamente mancare! Anzi sono loro le vere protagoniste!
Per questo molti nonni e nonne o anche i genitori comprano un set da regalare alla propria bambina o nipotina.
Chiunque non abbia ancora il set o voglia acquistarne uno nuovo può recarsi in una delle innumerevoli bancarelle, allestite giorni prima dell’evento, per permettere a chiunque di acquistare pezzi antichi (anche poco prezzo) da aggiungere alla propria collezione!

Ma qual è il significato di questa festa?

In questo giorno i familiari delle bambine pregano affinché vengano conferite loro bellezza e salute.
La tradizione prescrive per le bambole una rigorosa disposizione che, se non rispettata,  sarà di cattivo auspicio: si pensa che sarà difficile che la propria bambina trovi marito!
Con il corretto posizionamento delle bambole, si fa in modo che il malaugurio passi dalle bambine alle bambole, assicurando alle stesse un destino prospero e felice.

Disposizione delle Hina Ningyo



Le Hina Ningyo sono disposte su un palchetto a più piani, foderato in stoffa rossa, detto Mousen毛氈.
Queste bambole possono essere di fattura pregiata, quindi molto costose, oppure più economiche.
Sapevate che rappresentano l’intera famiglia imperiale e la sua corte?
Ebbene sì: l'imperatore, l'imperatrice e la loro famiglia, attendenti e i musicisti della corte imperiale proteggono ogni famiglia giapponese che si rispetti.
L’intero set prevede 15 bambole, ma non tutte le famiglie hanno l’intero set, molte usano solo due bambole riposte su un solo piano, solitamente raffiguranti un uomo e una donna, oppure altre ricorrono a bambole di carta.

Adesso esaminiamo nel dettaglio questa disposizione così articolata.
I set di bambole più elaborati hanno le figure dell’Imperatore e dell’Imperatrice, sedute in cima. Accanto alle due figure imperiali possono essere collocate anche dei Bonbori 雪洞, cioè dei candelabri o lanterne di carta decorati spesso con fiori di sakura, pesco o altri ornamenti floreali. A completare questo gradino in alto vi sono dei vasetti con rametti di pesco o sakura tra i due sovrani.


Al gradino inferiore vengono collocate tre dame di corte che tengono ciascuna del sakè. Tra le dame c’è il 高坏 Takatsuki, un piccolo tavolo su cui sono riposti dei dolcetti stagionali tra cui gli 菱餅 Hishimochi.

Al terzo gradino a partire dall’alto vi sono cinque musicisti, i Gonin Bayashi 五人囃子: ciascuno di loro ha uno strumento musicale tranne uno che canta e tiene un piccolo ventaglio in mano.
Il primo seduto è il Taiko 太鼓, colui che suona un piccolo tamburo.
Il secondo in piedi suona l‘大鼓Ootsuzumi, un tamburo più grande.
Il terzo tiene in piedi un altro tipo di tamburo,  il 小鼓 Kotsuzumi,  poggiato sulla spalla suonato con la percussione delle mani.
Il quarto suona da seduto un flauto, lo Yokobue 横笛.

Al quarto piano si trovano 2 ministri: il Ministro di Destra (右大臣 Udaijin) rappresentato da un giovane e il Ministro di Sinistra (左大臣 Sadaijin), rappresentato da un uomo più anziano. Spesso vengono rappresentati con archi e frecce e tra i due vengono posizionati tazze per il tè e dolcettini di riso. Appena sotto i due ministri sulla destra viene collocato l‘Ukon no Tachibana 右近の橘, cioè un piccolo albero di mandarancio e dall’altra parte a sinistra il Sakon no Sakura 左近の桜, un piccolo albero di fiore di ciliegio.

Al quinto piano si trovano gli aiutanti dell’imperatrice e i samurai, posizionati dal lato dell’imperatore.

Se ci sono altri gradini inferiori al quinto, solitamente ospitano una varietà di mobili, attrezzi vari, carrozze e altri oggetti usati all’interno del palazzo imperiale, come il
Nagamochi (長持), un grande cesto dove veniva raccolta la biancheria, abiti e kimono; il
Kyoudai (鏡台), uno specchio e il Daisu (台子), set completo per la cerimonia del tè.


Storia della Hinamatsuri

Questa festa risale al periodo Edo, dal 1600 al 1867, e originariamente la tradizione voleva che si facessero galleggiare le bambole fatte di carta sul fiume: la corrente le trasportava portando via insieme alle bambole anche gli spiriti maligni.

Questa antica tradizione è ancora praticata in alcune zone del Giappone e viene chiamata Hina Nagashi Matsuri, ovvero la Festa delle bambole galleggianti.
In particolare a Kyoto nel tempio Kamo, dove vengono fatte galleggiare delle bamboline durante delle preghiere propiziatorie per la sicurezza di tutte le bambine.



Curiosità
Per festeggiare le bambine secondo l'usanza si mangia una sorta di cracker con salsa di soia e si beve il tradizionale “amazake”, un tipo di sakè dolce, derivato dal riso fermentato.
Le bambine mangiano gli “Hishimoshi”, dolci tipici preparati per questa festa.
Sono costituiti da tre strati di mochi di tre colori diversi: verde, bianco e rosso. Il rosso allontana gli spiriti malvagi, il bianco indica la purezza e il verde l’augurio di buona salute.
In questo giorno di festa si intona anche la canzoncina cantata dalle bambine chiamata proprio “Ureshii Hina Matsuri”.

Un'altra interpretazione vede l’esposizione di tali bambole come un modo semplice ed intuitivo per inculcare e trasmettere alle bimbe il ruolo che da adulte dovranno andare a ricoprire nella società: mogli fedeli al proprio sposo devote verso i figli e la famiglia...Gli angeli della casa. Perché?

Nel periodo Edo ( XVII-XIX secolo), età cui risale questa festa, si sviluppò il concetto che l'uomo dovesse lavorare all'esterno e la donna dovesse badare alla casa nella quale aveva un ruolo comunque subalterno.
Eppure in origine la società giapponese era di tipo matriarcale, le donne avevano il diritto di ascesa al trono, infatti si ha testimonianza della presenza di imperatrici, con doveri e diritti pari a quelli maschili.

A partire dalla metà del 1800 le donne cominciarono a perdere le loro libertà a causa della progressiva industrializzazione, che richiedeva  forza lavoro maschile nelle fabbriche,e alla maggiore influenza della fede buddista, che, rispetto a quella shintoista, assegna un ruolo predominante alla figura maschile…

Durante il dopoguerra le donne riuscirono a farsi sentire di nuovo e a riaffermare i propri diritti: ottennero il diritto di voto nel 1946.
Dopo questa prima vittoria, in parallelo con la crescita economica giapponese, le donne iniziarono sempre di più ad andare a scuola e a lavorare fuori casa, anche se con mansioni di minor responsabilità rispetto agli uomini, cosicché la società si fece via via meno incentrata sul maschilismo, più aperta al modello di vita occidentale.

Ma la strada verso la completa emancipazione e parità è ancora lunga, ma la speranza risiede in quelle bimbe a cui vengono regalate le bambole, che diventino future guerriere capaci di difendersi dalle avversità che quelle stesse bambole dovrebbero scacciare.
Ma nel caso in cui si troveranno in difficoltà, saranno sicuramente capaci di difendersi e lottare.

Non è forse questo quello per cui ogni genitore dovrebbe pregare?

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