La 'Surreale' Divina Commedia di Dali

Vi chiederete cosa lega due geni così diversi tra loro, il Padre della lingua italiana Dante
Alighieri e l'eccentrico maestro catalano Salvador Dalì?


“Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!”


Indubbiamente i versi di Dante più celebri al mondo, quelli che costituiscono l'incipit del primo canto de L’Inferno.


Dante Alighieri
L'incontro tra i due geni è avvenuto quando il governo italiano ha commissionato il progetto a Salvador Dalì nel 1951 per celebrare l’anniversario della nascita del poeta fiorentino.

Dalì ha dato vita ad un capolavoro di interpretazione del testo dantesco con un ciclo di acquerelli che hanno ritratto i personaggi narrativi dei Cantici.

Il maestro del Surrealismo ha dedicato ben nove anni della sua eccentrica carriera per illustrare la Divina Commedia.

Circa 100 acquerelli, numerati e firmati dall'artista spagnolo, pubblicati da Les Heures Claires a Parigi nel 1960, ritraggono i mostri spaventosi dell’Inferno, le creature evanescenti che popolano il Purgatorio e i Cieli del Paradiso.

La Commedia di Dalì fortemente simbolica ed evocativa racchiude le principali espressioni del metodo pittorico paranoico-critico e dell’estetica del molle.

Inferno

Maometto

Numerosi i riferimenti alla mitologia classica e ai volumi michelangioleschi dei personaggi, specie nei gironi dell’Inferno e del Purgatorio, mentre nel Paradiso lo stile diventa più libero e spontaneo.

Purgatorio - Aracne

Inferno - Minosse

Inferno - Cerbero

La Commedia di Dalí è una sintesi di tutte le sperimentazioni condotte dal maestro: gli 
orologi deformi, i cassetti che si aprono in ogni parte del corpo, le immagini mostruose ed 
oniriche e le immagini doppie.
Inferno - Lucifero

A proposito delle immagini doppie scrive Dalí: «Attraverso un processo nettamente paranoico è possibile ottenere un’immagine doppia, rappresentazione di un oggetto che, senza la minima modificazione figurativa o anatomica, sia al tempo stesso la rappresentazione di un oggetto assolutamente diverso».

Lucifero

Il tema del corpo umano a cassetti è una costante nella produzione di Dalì con chiaro riferimento alla simbologia psicoanalitica: il corpo umano è pieno di cassetti segreti che solo la psicoanalisi è in grado di aprire.
Ed è proprio all’interno di questi cassetti che si celano le nostre paranoie più intime e i nostri tabù.

Purgatorio

Il Surrealismo per Dalí costituisce l’occasione per far emergere il suo inconscio, automatismo psichico, processo mentale a cui Dalí dà il nome di metodo paranoico-critico.
Le immagini che animano le tele dell’artista nascono dal torbido agitarsi del suo inconscio (la paranoia) e riescono a prendere forma solo grazie alla razionalizzazione del delirio (momento critico).
L'applicazione del suo metodo porta alla creazione di scene e soggetti all’interno di spazi onirici ritratti con leggi prospettiche irrazionali.

Avari
Lo spazio e il tempo si dilatano, non aderiscono più alle leggi della fisica ma appartengono ad una dimensione interiore inaccessibile e nascosta che il genio di Dalí è riuscito a dare forma.

Inferno

Dalì vive nei primi anni del Novecento, quando iniziano i primi studi sulla psicanalisi da parte del giovane Sigmund Freud, scienza che è riuscita almeno in parte a spiegare l'infinità di processi mentali che animano la psiche umana.

Paradiso - Cielo di Giove

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