Caravaggio ad Otranto




In questo articolo vi proponiamo un nuovo itinerario artistico per veri appassionati di Arte nonché di bellezze storiche e naturali in giro per il mondo.



Siamo ad Otranto, battezzata la perla d’Oriente perché è la città più ad est d’Italia, terra di confine verso l’Oriente... Sapete che nelle giornate più terse è possibile scorgere all’orizzonte le coste dell’Albania?



Otranto è una tra le più splendide cittadine del Salento, famosa per l'imponente castello aragonese che riprende la stessa architettura di quello di Lecce.
Sulle cortine esterne e all’interno dell’atrio potrete ammirare alcuni stemmi araldici di sovrani e nobili, protagonisti della storia del castello, tra i quali spicca quello di Carlo V posto al di sopra della porta di ingresso.



Ebbene sì, il Salento non è solo mare e spiagge meravigliose, ma diventa anche luogo dell'arte.
Quest’anno il Castello di Otranto ospita dall’11/06 al 24/09/2017 l'importante mostra di Caravaggio e dei Caravaggeschi dell’Italia meridionale.

Le suggestive sale del Castello Aragonese di Otranto ospitano 21 opere provenienti dalla Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi.

Roberto Longhi scopre Caravaggio

Per chi non lo sapesse Roberto Longhi è uno dei più importanti storici dell’arte del panorama italiano e tra i maggiori collezionisti del ‘900.

Roberto Longhi (Alba 1890 – Firenze 1970) ha dedicato gran parte della sua vita alla scoperta della pittura del Caravaggio (Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, Milano 1571 – Porto Ercole 1610) e dei suoi seguaci, i caravaggeschi.

La scelta della tesi di laurea sul Caravaggio nel 1911 fu davvero coraggiosa in un periodo in cui il pittore era tra “meno conosciuti dell’arte italiana”.

Il grande merito di Longhi è stato proprio quello di rendere noto al grande pubblico il genio di Caravaggio le cui opere oggi sono riconosciute in tutto il mondo.

La pittura di Caravaggio

Quella di Caravaggio è una pittura della realtà, popolare e comprensibile.
Così afferma Longhi: “Caravaggio sarà piuttosto il primo dell’età moderna […]. Il pubblico cerchi dunque di leggere ‘naturalmente’ un pittore che ha cercato di essere ‘naturale’, comprensibile; umano più che umanistico; in una parola, popolare".

Ragazzo morso da un ramarro




Opera del periodo giovanile, Il Ragazzo morso da un ramarro, è conservato presso la Fondazione Roberto Longhi di Firenze ed è indubbiamente uno dei capolavori più famosi di Caravaggio.

La tela, di difficile datazione, presumibilmente dipinta nel 1595-1596, coglie come un'istantanea il momento in cui il giovane, protagonista del dipinto, si ritrae improvvisamente per il morso dell'animale.

I dettagli di natura morta e gli straordinari effetti di luce completano l'opera rendendola unica ed irripetibile, così come l'espressione di dolore che si scorge sul viso del ragazzo.

Il naturalismo di Caravaggio non è solo esteriore, ma richiama aspetti dell’interiorità umana. Luci e ombre modellano il corpo del fanciullo ritratto in posa vanitosa con una spalla scoperta, quasi effeminata con una rosa fra i capelli.

La lettura dell’opera è molto complessa, affronta il tema della Vanitas con un chiaro ammonimento a non contare troppo sulle cose vane ed effimere e quello dell’ironia della vita stessa indissolubilmente legata alla morte.

Le due rose presenti nel quadro sono fortemente simboliche. Quella tra i capelli, appena sbocciata, allude alla bellezza e alla gioventù, non solo esteriore, ma anche morale. La rosa nella brocca è sfiorita, ha le spine e allude alla maturità e alla morte.

L'acqua è simbolo di purezza, ma anche di mutevolezza, essendo un elemento che si modella e trasforma assumendo qualsiasi forma.

Percorso espositivo

In mostra, accanto a Caravaggio sono esposti i dipinti dei suoi seguaci meridionali e dei pittori che operano nell’Italia del Sud.
Vi sono cinque tele raffiguranti gli Apostoli del giovane Jusepe de Ribera e la Deposizione di Cristo di Battistello Caracciolo, il principale caravaggesco napoletano.





L'ultima sala è dedicata a Mattia Preti.



A corredo del percorso espositivo vi è la proiezione dell’ultimo tempo del film di Mario Martone dal titolo Caravaggio, girato nel 2004. Il regista descrive una Napoli popolare e verace con dettagli dei dipinti di Caravaggio alternati ai quartieri popolari e alle periferie della città, rivisitando in chiave moderna le vicende artistiche ed umane del Caravaggio nei suoi ultimi anni vissuti nell’Italia meridionale.

Curiosità

Sapevate che il Castello di Otranto è stata location dell’omonimo romanzo noir di Walpole?

Ambientata nella città salentina di Otranto, nell'Italia Meridionale, è l'opera che diede l'avvio al genere letterario poi diffusosi tra il tardo Settecento e l'inizio dell'Ottocento del romanzo gotico.


Commenti

  1. Complimenti per il blog, vi seguo sempre con passione. Ho visitato la mostra e confermo quanto scritto. Invito tutti a fare una passeggiata nella splendida Otranto! :)

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