Chi è Vincent Van Gogh?

“Non possiamo che parlare con i nostri dipinti” – Vincent van Gogh





Nessun altro artista al mondo ha ispirato così tante leggende quanto Vincent van Gogh (1853-1890): ed ecco in programmazione nelle sale dal 16 al 18 ottobre il primo lungometraggio interamente dipinto su tela che racconta le opere e la vita di Vincent.
Nasce così Loving Vincent dall'incontro tra Arte, Tecnologia e Cinema.



La figura di van Gogh è ormai leggendaria, è considerato oggi uno dei Giganti dell’Arte, colui che l'ha rivoluzionata aprendo le strade dell'Arte moderna.


Eppure Vincent ha venduto una sola copia da vivo, la sua Arte non è stata compresa dai suoi coevi che lo hanno definito a volte un pazzo, un folle, altre volte addirittura un fannullone!

Oggi ci sembra assurdo perché le sue opere hanno un valore inestimabile, sono divenute patrimonio dell'umanità, esposte nei più importanti musei del mondo, da Amsterdam a New York, da Londra a Mosca, da Parigi a Dallas.

Eppure ai tempi di Vincent le sue opere non erano assolutamente apprezzate: era molto solo e circondato da falsi amici che si prendevano gioco di lui, come il banchiere René.

Il film si ispira all’ultimo scritto di Van Gogh dando voce alle parole dell’artista e anima alle sue opere, lasciando che siano i dipinti stessi a  raccontare la storia e l’opera del pittore olandese.

Il film è il risultato di migliaia di immagini create nello stile di Vincent van Gogh realizzate da un team di 125 artisti che hanno lavorato anni per arrivare a un risultato davvero originale.


Straordinario l’effetto fluido e dinamico, la pittura sembra muoversi tra lo spazio e il tempo: prende vita così il grande sogno di Monet, rendere con la pittura gli effetti dinamici e mutevoli della realtà.


Voglio citare a riguardo gli ultimi esperimenti del grande Monet con l’acqua: gli ultimi dipinti cercano di cogliere i movimenti, le onde dei suoi meravigliosi laghetti con le ninfee e gli ineffabili giochi di luce così cari agli Impressionisti.

Le opere

In Loving Vincent 94 quadri di van Gogh sono riprodotti in una forma simile a quella originale e più di 31 dipinti sono rappresentati parzialmente.









Per citarne alcuni ricordiamo: Caffè di notteCampo di grano con volo di corviNotte stellata, ma anche ritratti e autoritratti di van Gogh.


La vita di Vincent raccontata dai suoi dipinti

Iniziamo a ripercorrere la sua vita a ritroso, partendo dalla fine.

Vincent Van Gogh, il pioniere dell'Arte contemporanea muore nel luglio 1890 sparandosi in un campo di grano nei pressi di Arles: morte per suicidio, così viene archiviato il caso.


Vincent mette fine ad un'esistenza infelice e travagliata, sempre in bilico tra genialità e follia, incompreso agli occhi di una società ancora miope.


Il giovane Armand Roulin, figlio dell’unico amico di van Gogh, viene incaricato dal padre, direttore dell’ufficio postale, di consegnare l'ultima lettera di Vincent al fratello.


Giunto a Parigi, scopre che anche il fratello minore Theo, colui che ha finanziato e supportato economicamente Vincent, è morto, pertanto non potrà più consegnargli la lettera.

Il mercante parigino da cui van Gogh comprava i colori rivela ad Armand che può consegnare la lettera al dottor Gachet che si è preso cura di Vincent fino alla sua morte.


Non convinto del suicidio dell'artista a soli 37 anni, il giovane ripercorre le sue ultime settimane di vita incontrando tutte le persone che vivono nel paese e che ammettono di conoscere l'artista: il dottor Gachet e sua figlia, la locandiera, il barcaiolo.

Figlio di un pastore protestante, Vincent vive una crisi mistica tra i 20-27 anni: Vincent vuole diventare un prete missionario, seguendo le orme del padre.

Dopo una serie di insuccessi arriva nel 1880 una svolta nella vita di Vincent Van Gogh che  abbandona i suoi propositi religiosi e si dedica esclusivamente a dipingere poveri minatori e tessitori.


Scopre finalmente la sua vera vocazione di artista ed intraprende studi formali di anatomia e prospettiva all'Accademia di Bruxelles.
Durante il soggiorno a Parigi dal fratello Theo, mercante d’arte, Vincent scopre la pittura impressionista e approfondisce l'interesse per l'arte e le stampe giapponesi.

Conosce molti pittori tra cui Paul Gauguin che apprezza particolarmente.

Insieme a lui van Gogh condivide il sogno di creare una cooperativa di artisti per promuovere l’Arte.

Con Gauguin inizia il progetto della Casa Gialla, una sorta di dimora per artisti.


La loro, però, è un’amicizia turbolenta, come testimonia il famoso episodio del taglio dell'orecchio: si dice che Vincent abbia assalito Gauguin con un rasoio. Fallito l'attacco, in preda ad una crisi di nervi, si taglia il lobo dell'orecchio sinistro.


A seguito di questa lite furibonda, Gauguin abbandona l’amico e svanisce insieme a lui il sogno della casa gialla.



Per Vincent, che non è mai stato estroverso e si isolava spesso, la perdita dell’amico è stata una catastrofe.

Vincent, al contrario di Renoir e Degas, ricchi di famiglia, i quali riscuotono molto successo con i nudi di donna, vive l’arte come un'esperienza intima ed introspettiva.
I suoi soggetti sono carichi di simbolismi e riflettono un'interiorità complessa.


L'artista dei tempi di van Gogh doveva essere ben inserito nei salotti e circoli di artisti, aveva il suo pubblico, il suo gallerista, il suo collezionista d’Arte...Vincent non aveva nulla di tutto ciò, amava dipingere e basta, non aveva i soldi nemmeno per vivere.

Nella sua ultima lettera a Theo, Vincent rivela di non aver avuto figli, ma lascia all’umanità un’eredità inestimabile: i suoi meravigliosi dipinti.

Il successo dopo la morte

Il pubblico inizia a scoprire le opere di van Gogh alla fine degli anni 1880, in occasione della quinta esposizione degli Indépendants del 1889.

Qui vengono esposti i capolavori l'Iris e la Notte stellata sul Rodano che trovano un buon apprezzamento.


Nel 1890 fu invece il turno della settima mostra del gruppo Les XX.

Finalmente si esponeva e si parlava dell'arte di Van Gogh!
Cosa sarebbe stata l'Arte senza Van Gogh?

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