Man Ray: l'uomo della Luce


Per il secondo anno consecutivo il Castello di Conversano si ripropone come luogo dell’Arte con una mostra d’eccellenza.
Questo è l’anno di Man Ray, come l'anno scorso quello di de Chirico.

La mostra L’uomo infinito presenta circa 100 opere tra disegni, fotografie, litografie, sculture ed oggetti d’arte.

Il percorso espositivo è suddiviso in 8 aree tematiche che ripercorrono in ordine cronologico gli stili e le tecniche esplorate da Man Ray.

Volete saperne di più? Continuate Continuare a leggere il prossimo paragrafo.

Chi è Man Ray?


Man Ray è lo pseudonimo di Emmanuel Rudtzisky, primogenito di una famiglia di emigrati russi negli Stati Uniti.

La famiglia di Man è di origini ebraiche e decide di cambiare l'originale cognome russo nell’americanizzato Ray in modo da poter sfuggire alle persecuzioni antisemite.

L'artista decide di firmarsi come Man Ray, abbreviando il nome Emmanuel, che letteralmente tradotto significa “uomo raggio” o “uomo luce”, quasi a presagire il suo successo nel campo della fotografia.

Esordi: New York 1912 - 1921

Man segue corsi di nudo e le sue opere di esordio sono i nudi di donna alla quale riserverà un ruolo primario in tutta la sua produzione.


Dal 1916 al 1917 si dedica alla composizione delle opere Revolving Doors, 10 collage collocati su supporti girevoli in modo che fosse possibile sfogliarli e guardarli uno alla volta.


Il rapporto con Marcel Duchamp

Man Ray conosce l'intellettuale Marcel Duchamp nel 1915 e tesi due si instaura un’affinità di pensiero, condividendo le stesse curiosità, sperimentazioni e la passione per gli scacchi.



Gli amici artisti e autoritratti
L’amicizia con Duchamp permette a Man di frequentare gli ambienti artistici di Parigi e conoscere le avanguardie del momento.
Comincia a dedicarsi alla fotografia professionale.

Diventa amico di Pisabia del quale fotografa le opere e questa diventa la sua principale attività grazie alla quale si guadagna da vivere.
Nel frattempo diviene sempre più conosciuto e si aggiungono sempre più amici che gli commissionano fotografie professionali.

Appartengono a questo periodo i ritratti fotografici dei principali esponenti del Surrealismo, del Dadaismo e del Cubismo: Dalì, de Chirico, Picasso.





Muse e modelle
Nel 1922 Man conosce il sarto Poiret e così fa il suo ingresso nella fotografia di moda, collaborando anche con le riviste “Charm’, “Vogue” e “Vanity Fair”.

Fotografa Coco Chanel e numerose modelle, tra cui Kiki de Montparnasse con la quale ha una relazione durata 6 anni, durante la quale Kiki viene ritratta nel Noire et blanche.



Ritorna la passione per il nudo, a questo periodo appartiene il celebre Violino di Ingres.


Ingres era un pittore francese neoclassico che nutriva una forte passione per il violino, nonostante si sia dedicato sempre alla pittura.

Il Violino di Ingres diventa la metafora di quelle passioni che vivono dentro di noi: per Man erano le donne che amava e fotografava.

Dadaismo ed Avanguardie

Nel 1921 Man Ray si trasferisce a Parigi dove aderisce al movimento Dada che rivoluziona il concetto di Arte, liberandolo dai vincoli borghesi.

Originale è l'idea non le opere d’arte in sé, per questo i dadaisti creano più copie della stessa opera d’arte.

A Parigi espone Cadeau, un ferro da stiro con 14 chiodi: l'originalità dell’opera risiede nel decontestualizzare un oggetto della quotidianità dalla sua funzione assegnatagli ed attribuendogli una nuova funzione.
L’Arte diventa astratta e ognuno può scorgervi qualcosa di diverso.


Dal Dadaismo Man Ray passa al Surrealismo che pone in primo piano gli stati irrazionali ed allucinanti, scenari da sogno o da incubo prendono forma nelle opere di questo periodo, come L’uomo infinito e Danza Macabra.


Ritorna il manichino simbolo dell’uomo svuotato, come i soggetti di de Chirico, all’interno di uno scenario metafisico.

Emergono le paure e l’incertezza verso il futuro, una danza macabra avvolge il mondo in uno stato di inquietudine alla fine della Prima Guerra Mondiale.


Rayografie

Nel 1922 Man Ray produce i primi fotogrammi, creati creati dalla sovrapposizione di oggetti sulle lastre fotografiche in fase di sviluppo.
Nascono i cosiddetti “rayographs”: una scoperta casuale dovuta ad una fatale coincidenza.
Mentre Man sviluppava le sue fotografie in camera oscura, un foglio di carta vergine finì là accidentalmente.
Man, innervosito dal mancato sviluppo della fotografia, vi pose sopra, quasi per dispetto, degli oggetti: enorme la sorpresa nel veder comparire quasi in rilievo immagini deformate sullo sfondo nero.



50 faces of Juliet
L'ultima sezione si conclude con gli scatti dedicati alla bellissima e giovane moglie di Man, Juliet, ritratta con meravigliosi abiti e copricapi, vestita da egiziana, nuda, sorridente e solare ma anche malinconica e sensuale.


Infine le ultime sperimentazioni di Man nel campo della pittura, suo primo amore, e della fotografia.
Appartiene all’ultimo periodo in Francia la serie Les Voies Lactes, 11 scatti che hanno come soggetto il latte, le cui venature vengono ritratte mentre si rapprende all’interno del pentolino.


Un talento ed un precursore nel campo della fotografia, ha rivoluzionato il concetto di Arte e di Bellezza, aprendo la strada alle nuove tecnologie e tecniche di rappresentazione.

Concludo l'articolo con l'oggetto più prezioso, un simbolo: la macchina fotografica di Man Ray da lui stesso firmata!


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