Esplora il bosco sacro di Feronia


Cari lettori, voglio dedicare il primo articolo di quest'anno ad un sito archeologico davvero interessante e recentemente riaperto al pubblico, purtroppo ancora poco conosciuto non essendo inserito nei tradizionali circuiti archeologici.

Siamo a Lucus Feroniae sulla via Tiberina, 40 km a nord di Roma: in località Capena, un pianoro ospita l’antico insediamento di epoca pre-romana poi divenuto colonia romana appartenuta alla potente famiglia dei Volusii, fortemente legata all'imperatore Augusto.


Grazie al progetto “Lucus Feroniae-Villa dei Volusii: realizzazione percorsi di visita, restauri, allestimenti museali e multimediali” e alla sistemazione delle vicine aree archeologiche monumentali della città e della villa dei Volusii Saturnini il sito archeologico è stato rivalutato e riaperto al pubblico nel 2016.

In tale occasione è stato inaugurato l’Antiquarium, il ricco museo dove è possibile ammirare statue ornamentali, ex voto ed un monumento funerario gladiatorio ritrovato quasi integro: tutti reperti rinvenuti durante gli scavi.
Di seguito trovate le informazioni per visitare il sito e, se volete saperne di più, leggete la sezione dedicata al percorso archeologico.


Informazioni utili
Indirizzo
Via Tiberina, Km 18,500 - 00060 Capena (RM)
tel. : (+39) 06.9085173
orario di apertura: 8,30-19,30; chiuso lunedì, 1 gennaio e 25 dicembre
Ingresso: gratuito

Chi è Feronia?


Vi sarete sicuramente interrogati sul nome del sito: Lucus Feroniae, cosa significa?
Il nome latino significa letteralmente bosco di Feronia, infatti qui sorgeva l'antico tempio dedicato alla dea Feronia, protettrice della salute e dei campi, molto venerata dagli schiavi e dai liberti.
Il santuario sorgeva in una località “di frontiera”, vero e proprio crocevia di culture, luogo di mercato e di frequentazione da parte delle genti locali: falisco-capenati, etruschi, sabini e latini, ma anche umbri, tusci e greci che portavano in dono alla dea oggetti preziosi e raccolti.


La città venne saccheggiata da Annibale nel 211 a C. e venne successivamente ricostruita in età cesariana con la fondazione della Colonia Iulia Felix Lucus Feroniae e ancora in età augustea sotto il patronato della potente famiglia dei Volusii, di cui resta ancora oggi la testimonianza di una immensa villa romana.

Percorso archeologico
Il percorso si divide in tre zone:

a) sito archeologico
b) Antiquarium
c) Villa dei Volusii

Quest'ultima, purtroppo, non è ancora visitabile, perché è ancora in fase di regolamentazione il passaggio, essendo la Villa di proprietà della Società Autostrade.
È stato predisposto un passaggio attraverso un ponte che collega il sito di Lucus Feroniae con la Villa dei Volusii.
Speriamo che la questione si risolva al più presto in modo da poter visitare anche la Villa dei Volusii.
Nei prossimi due paragrafi trovate approfondimenti sulla storia e la descrizione del sito archeologico, nonché sull’esposizione del museo.

a) Sito archeologico
Il sito venne scoperto dal principe di Scorano negli anni Cinquanta e gli scavi furono avviati nel 1952 nella città romana di Lucus Feroniae.


1) Complesso della Basilica: Augusteo e Tempio della salus
La Basilica è costituita da tre ambienti principali: il Capitolino, l’Augusteo e il Tempio della Salus.



La piantina sotto è utile per comprendere la suddivisione dei principali ambienti sacri.



2) Foro e Quartiere del foro
Lungo il percorso si passa dal foro che era il cuore pulsante dell’insediamento, dove avvenivano gli scambi commerciali e si incontravano gli abitanti della città.


Continuando a percorrere l'antica strada lastricata vi imbatterete nel quartiere del foro, dove sono ancora visibili le diverse costruzioni e l'antica divisione in isolati.



4) Terme del foro

La ricostruzione in figura ci dà un'idea di come doveva presentarsi l'edificio delle Terme, con le varie sale adibite ai diversi trattamenti termali.


Nella figura seguente potete vedere la pianta dell’edificio.


Oggi sono rimasti parte dei muri, le pavimentazioni e gli splendidi mosaici.



5) Anfiteatro
Potete osservare la pianta dell’anfiteatro, di cui sono rimasti anche i resti dell’antica gradinata.


6) Terme della via Capenate
Non è rimasto molto di questo complesso, però la ricostruzione sotto è molto utile per capirne l’architettura. L’ultima fase di restauro è databile intorno al IV sec. d.C.



Terminato il percorso esterno, dirigetevi verso il museo dove potrete ammirare i preziosi reperti ritrovati e comprendere a fondo la storia del sito.

b) Antiquarium
Il percorso museale è articolato in 6 sezioni espositiveParticolare cura è stata posta alle didascalie e alle installazioni multimediali: si parte dal video proiettato sulle pareti dell'atrio, in cui è la stessa dea Feronia a raccontare la sua storia nel bosco sacro.

All’ingresso è possibile ammirare subito il pregevole monumento funerario con rilievo gladiatorio proveniente da Fiano Romano a seguito dell'operazione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e della Guardia di Finanza T.P.A. sotto la guida della Procura della Repubblica di Roma.


Vi è una ricca selezione di reperti che ripercorre tutte le tappe storiche del sito: dalla protostoria all'età arcaica, dal saccheggio di Annibale al grande tempio romano della dea Feronia al massimo splendore grazie ai lavori di ampliamento voluti dal pretore Gneo Egnatio, alla ricca città di epoca imperiale sotto l'egida dei Volusii.


Gran parte dei reperti presentati non è mai stata vista prima! Un ricco tesoro fatto di ex voto, oggetti ornamentali e statuette di finalissima lavorazione.



Lungo il percorso clip sonore contribuiscono alla descrizione del sito voci e rumori: lo spettatore potrà ascoltare il racconto straziante di una contadina dopo il terribile sacco di Annibale e la sentenza di un magistrato romano che dichiara Lucus Feroniae colonia romana.

Nella Sala delle Capriate vengono presentate le ricostruzioni della città di Lucus Feroniae e del tempio di Feronia all’epoca della grande ricostruzione voluta da Gneo Egnatio, nonché della Villa dei Volusii, così come dovevano apparire agli antichi abitanti.


Conclusioni

Un sito archeologico davvero ricco di testimonianze, un prezioso gioiello riportato alla luce dopo anni di lunghi lavori.

Un immenso grazie a tutti coloro che, con il loro lavoro, hanno fatto rivivere la storia millenaria degli antichi popoli italici. Siamo orgogliosi dei tesori che racchiude la nostra Italia e di esportarli in tutto il mondo!

Commenti

  1. Bell'articolo.. Completo e dettagliato come sempre.. Fa venir voglia di visitare il sito!

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